4 giugno 1940
A quattro anni un bambino italiano diventava figlio della lupa e indossava la sua prima camicia nera, che era l'indumento più appariscente dei fascisti. A otto diventava balilla e a quattordici avanguardista. Ho letto questa informazione da qualche parte. Io, nato il 4 di Giugno del 1940, mi fu detto alle 14 e 15, i quattro anni li ho compiuti nel 1944, quando di fascismo si parlava meno.
I miei quattro anni li ho compiuti ospite di Don Roberto Visentin, nella canonica di San Giacomo di Musestrelle, frazione in Comune di Carbonera, confinante con la frazione di Mignagola, dove sorgeva il complesso della Cartiera Burgo. Ritengo che il 4 di Giugno del 1944 non fosse stagione per farmi indossare la mia prima camicia nera e che ci fosse altro cui pensare. Di nero ho indossato il grembiule, quando ho iniziato a frequentare la prima elementare, ma era già sul finire del 1946.
Nato 6 giorni prima della dichiarazione di guerra alla Francia e alla Gran Bretagna, battezzato appena 2 giorni dopo nella Chiesa di San Martino Urbano di Treviso, forse da Don Ferdinando Pasin, sono arrivato nel pieno convincimento generale del fascismo, ma io di mio non ho messo nulla per essere fascista.
Semmai al fascismo ho pensato in varie stagioni successive, un po' perché amareggiato a seguito di tante sconfitte nazionali e quindi deluso dal fascismo, un po' perché non mi sono mai trovato nelle idee socialista, comunista e, meno che meno, democristiana. Ho guardato con simpatia per lungo periodo all'idea liberale, fino a quando mi sono stancato di offrire le mie scelte a quattro gatti quali erano diventati i liberali.
Riconsiderare il Movimento Sociale Italiano divenne quasi una scelta residua alternativa a rinunciare a votare. Nel periodo più recente non ho avuto migliori possibilità di scegliere su chi puntare. Scelgo il numero piuttosto che la piccola coalizione. Ciò che non mi attrae è l'ampia area del centro e della sinistra. Posso dire che sono nato fascista e che sono rimasto tale?
Non sono nato fascista ma in pieno regime fascista. Troppo tardi perché il fascismo potesse influenzarmi. Da subito cresciuto in un ambiente con tante paure, percepite anche alla mia giovane età.
Il fascismo poi è diventato argomento di considerazione per aspetti positivi che gli si possono riconoscere e che forse si potevano conseguire comunque.
E nella quotidianità di questo inizio del 2008, io 24.683 giorni dopo, dove sono portato a collocarmi nelle scelte della mia società nazionale che non capisco?