mercoledì 27 aprile 2011

Inglese globale


L'inglese globale che riscrive il mondo.
Spunti di riflessione.
Testo come pubblicato da fonte indicata in calce, qui corredato con link.
Metà denuncia, metà divertissement, il saggio "A million words and counting" regala spunti di riflessione al linguista, al tecnico, al curioso. Intento dichiarato dell'autore, fondatore del Global Language Monitor e di yourdictionary.com, è accompagnare il lettore in un viaggio attraverso la lingua inglese, mostrando che la facilità di coniare nuove parole ne permette la diffusione in tutto il mondo come nessun altro idioma prima d'ora.
Dalla tragica notorietà dello "tsunami" ai neologismi di Google, il Global English prende forma in 10 capitoli, a raffronto con le altre lingue più diffuse nel mondo. L'analisi delle fonti di queste nuove parole porta a riflettere su scenari futuri distanti anche qualche centinaio di anni: ancora parole e numeri quindi, come unica formula possibile per comprendere il mondo e il miliardo e trecentocinquantamilioni di persone che possono leggere questo libro nella sua lingua originale.
Che fine hanno fatto le previsioni che qualche decennio fa davano per spacciato l'inglese a favore dello spagnolo o del cinese, facendo leva sull'enorme numero di persone che naturalmente parlano queste lingue? Seppellite da una risata, sembra suggerire Payack, poiché è semplicemente accaduto che mentre un gran numero di persone nel mondo si metteva a imparare il cinese, convinto che fosse la lingua del futuro, i cinesi - almeno 250 milioni - si son messi a imparare l'inglese. Un po' come il miliardo di indiani che, ribelli alla lingua del popolo colonizzatore, non hanno tuttavia saputo resistere al linguaggio della scienza, della tecnica e del commercio.
Chiamiamola pure Hinglish nella sua variante angloindiana, o Cinglish per quella cinese, ma la lingua non si impone con le commissioni di salvaguardia. Se oggi su Google sono 34milioni le occorrenze per la definizione rigidamente franco-canadese della posta elettronica, "courriel", il termine "email" ne conta qualcosa come due miliardi, e circa il 90 per cento delle email che circolano nel mondo sono scritte in inglese.
L'analisi prosegue elencando con l'eterno fascino delle liste i neologismi derivati dal linguaggio del cinema (gli Smiths di Matrix) o della politica (i Bushismi: "I'm the decider") e naturalmente dall'informatica e da internet. Per finire con le liste, il saggio ne contiene una serie, tra cui quella delle lingue parlate nei vari continenti. L'italiano, potremmo ricordare con Payack, si parla in 14 stati europei, il francese in 10, l'inglese . . . solo in 8. Ma non pare che questa serie di numeri turbi la diffusione inarrestabile dell'inglese globale.